Il percorso espositivo

Il Museo di Formia vanta, pur attraverso molteplici trasformazioni, una lunga tradizione nella storia cittadina. Agli anni Trenta del Novecento risale infatti la creazione di un primo Antiquarium civico con l’obiettivo di radunare i materiali  restituiti da scavi occasionali nel territorio e scampati alla successiva dispersione o non ritenuti significativi per le grandi collezioni statali. Dopo i gravi danneggiamenti bellici che colpirono la struttura, fu necessario attendere il 1968 per l’istituzione di un nuovo piccolo Antiquario al piano terra del Municipio, composto da un’unica sala, che, presto chiuso al pubblico per difficoltà di gestione, risultò di fatto fruibile solo nel decennio successivo quando venne ampliato con due ulteriori vani. L’attuale sede, inaugurata nel 1997, è ubicata in alcuni ambienti dell’ala meridionale del Municipio che sono stati oggetto di un radicale intervento di ristrutturazione e di allestimento rispondenti ai moderni principi della fruizione e sicurezza dei beni. In questa circostanza sono tornate a Formia anche alcune pregevoli opere rinvenute nell’area del Foro (odierna Piazza Mattej) in più riprese tra il 1920 e il 1970, di modo che il nucleo di sculture, oramai riunificato, si offre all’attenzione degli studiosi e dei visitatori.

Il percorso di visita comincia già all’esterno del Museo, dove sono allineati nove piedistalli di statue recanti dediche onorarie che, per le caratteristiche tipologiche ed epigrafiche, sono databili circa alla metà del II sec. d.C.

All’interno, dopo l’atrio che accoglie reperti collegati alla rete delle comunicazioni e dei commerci, tre sale sono dedicate alle sculture provenienti dal Foro cittadino e, in particolare, da un grande edificio identificato con la “basilica”. I soggetti raffigurano personaggi sia femminili che maschili, questi ultimi in nudità o togati, nella massima parte databili in età augustea e giulio-claudia.

In occasione del bimillenario della morte di Augusto (14 d.C.-2014), l’allestimento della mostra “Formiae,una città all’inizio dell’Impero” ha visto l’esposizione di un pregevole ritratto giovanile del princeps, rinvenuto una decina di anni addietro nello scavo di un grande edificio  costiero, che arricchisce tuttora la collezione.

Sono presenti inoltre interessanti testimonianze di decorazioni pittoriche e stucchi, anche di recente scoperta, che impreziosivano le pareti di edifici pubblici o di opulente abitazioni e ville di otium.

Una prima navata interna presenta invece rappresentazioni in marmo di soggetti ideali legati al mondo del mito e degli dei (Leda col cigno, Marte, satiri etc.) che svolgevano una prevalente funzione ornamentale all’interno di edifici residenziali e di giardini, mentre una seconda galleria espone reperti riconducibili alla sfera funeraria (cippi, iscrizioni e statue) oltre a elementi architettonici, soprattutto capitelli, ritrovati in genere fuori dei contesti  antichi.

Al Museo può essere collegata la visita della c.d. Tomba di Cicerone, imponente monumento funerario situato al centro di un’area corrispondente all’antico giardino sepolcrale, che sorge lungo il tratto extraurbano della via Appia presso il km 139.

 Bibliografia

 Guide

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N. Cassieri, Museo Archeologico di Formia, Marina di Minturno 2001

N. Cassieri, Formia. Il Museo Archeologico e i Monumenti, Roma 2013

S. Ciccone, Amenità naturali e nuove architetture: residenze nobiliari ed edifici ecclesiastici, in Formia in età moderna, a cura di A. Di Biasio (Storia illustrata di Formia, vol. III), Pratola Serra 2000, pp. 318-320

Contributi

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Via Vitruvio. Una strada lunga duemila anni, a cura di N. Cassieri, Roma 2001

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Formiae, una città all’inizio dell’Impero,a cura di N. Cassieri, Formia 2014