La sede

TIVOLI - Area Archeologica e Antiquarium del Santuario di Ercole Vincitore

NOTIZIE UTILID12_0112

 

Via degli Stabilimenti, 5 – 00019 Tivoli (Rm)

tel.: (+39) 0774 330329

e-mail: santuariodiercolevincitore@beniculturali.it

 

Direttore: Dott.ssa Micaela Angle 

Attualmente l’Area Archeologica e l’Antiquarium, già visitabili in occasione di visite guidate o previa autorizzazione della Soprintendenza, sono chiusi al pubblico a causa di lavori in corso per la riqualificazione sia delle strutture archeologiche che del sovrastante complesso industriale.


L’area archeologica del santuario di Ercole è oggi in gran parte nascosta da strutture moderne. La riutilizzazione iniziò nel XVII secolo quando l’area sacra e le sottostanti zone lungo la c.d. via tecta furono trasformate dapprima in ferriera da Luciano Bonaparte e successivamente occupate da capannoni industriali in parte per la centrale idroelettrica che illuminò Roma, in parte per la Cartiera Tiburtina che rimase attiva fino all’inizio degli anni Sessanta del secolo scorso. L’edificio che ospita l’Antiquarium rientrò nel rapido processo di acquisizione attuato dalla Società delle Forze Idrauliche che, tra il 1884 e il 1886, interessò tutti i terreni e gli opifici già presenti all’interno dell’area monumentale. Esso occupa alcuni ambienti dell’ex Cartiera del XX secolo articolati in ampi spazi che riprendono il ritmo della tessitura architettonica dei grandi vani antichi affacciati sulla via tecta. La struttura presenta linee architettoniche sobrie, semplici ed essenziali, che esprimono la caratteristica compostezza e dignità delle prime architetture industriali.

Il compatto volume industriale nei prospetti esterni è ingentilito da lineari cornici marcapiano che sottolineano gli archi delle finestre e, in corrispondenza del colmo del tetto, evidenziano le finestre tonde. Nel corso dei secoli questo edificio non ha subito molte trasformazioni, ma un significativo degrado dovuto essenzialmente allo stato di abbandono a seguito della chiusura della cartiera negli anni Sessanta, fino all’intervento di restauro per la realizzazione al suo interno dell’esposizione archeologica.


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