Inaugurazione della mostra: Buoni raccolti, buoni frutti, buona sorte: culti agricoli e salutari a Bolsena

Bolsena, Museo Territoriale del Lago di Bolsena, sede di Palazzo Monaldeschi, p.zza dell'Orologio - Soprintendenza Archeologia del Lazio e dell'Etruria meridionale - Comune di Bolsena - Gruppo Archeologico Velzna "Alessandro Fioravanti"

8 agosto 2015 ore 18,30 - Inaugurazione mostra

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La mostra vuole illustrare un aspetto che caratterizza i luoghi di culto di Bolsena (la nuova Volsinii fondata da Romani nel 264 a.C. sulle rive del grande Lago dopo la distruzione di Orvieto/Velzna): la loro forte vocazione alle divinità sotterranee, che presiedono anche ai culti agrari e salutari. A questo scopo sono stati scelti i materiali votivi provenienti dal santuario del Pozzarello, da porre in relazione con il culto di Demetra/Cerere e, probabilmente, anche di Nortia, situato nella zona settentrionale all'interno del circuito di difesa e scavato agli inizi del 1900, e le lastre architettoniche con raffigurazione della coppia di demoni infernali Charun e Vanth, che decoravano il santuario della necropoli di Poggio Pesce-Poggio Battaglini.

 Di particolare interesse appare il culto praticato al Pozzarello, la cui frequentazione è assai lunga: dalla fondazione della città, poco dopo il 264 a.C., al III sec. d.C. Qui, come attestano i materiali votivi rinvenuti, si svolgevano rituali in onore di divinità che presiedevano al buon esito dei lavori agricoli (rappresentati a es. dalle spighe di grano d’argento), ma anche alla salute delle persone (lamine d’oro con occhio a rilievo). Nel santuario era venerato anche il dio Selvans/Silvanus, probabilmente come custode dei confini

Da ricollegare alle attività agricole è anche un piccolo deposito votivo tra cui spicca il modellino in bronzo di un carretto agricolo, unica testimonianza del genere nella bronzistica etrusca.

 

La sede espositiva è a Bolsena, nel Museo Territoriale del Lago di Bolsena, sede staccata di Palazzo Monaldeschi, dove sono esposti altri materiali provenienti dagli scavi effettuati nella nuova Volsinii.

Info: sar-laz@beniculturali.it