Vulci: Necropoli dell’Osteria - Scoperta la Tomba 58

27/10/2023

vulci Tomba 58_2
vulci Tomba 58_2

La necropoli dell’Osteria a Vulci continua a regalare tesori inediti.

Emersa una nuova tomba, la cosiddetta Tomba 58, a doppia camera. Peculiare per ricchezze e per tipologia architettonica.

Aperta con la partecipazione delle istituzioni il 27 ottobre. Presenti, per la Sabap VT-EM, la dott.ssa Simona Carosi e la dott.ssa Rossella Zaccagnini; per Fondazione Vulci il Presidente Gianni Bonazzi e il direttore scientifico del Parco, dott. Carlo Casi. Inoltre, l’assessore alla Cultura, Pari Opportunità, Politiche Giovanili e della Famiglia, Servizio Civile della Regione Lazio Simona Baldassarre; il sindaco di Montalto di Castro, Emanuela Socciarelli; l’assessore Simona Atti e il sindaco di Canino Giuseppe Cesetti.

Databile alla fine del VII secolo avanti Cristo, quando la città di Vulci aveva raggiunto il suo massimo splendore, la Tomba n. 58 è costituita da una camera in parte saccheggiata (la B) ed un’altra miracolosamente intatta (la A).

Quest’ultima ha restituito anfore da trasporto etrusche, olle e pithoi in impasto, vasi in bucchero e in ceramica etrusco-corinzia, oltre a manufatti in bronzo, come un calderone.
È stata inoltre notata la presenza di chiodi in ferro sulle pareti, anticamente utilizzati per appendere festoni o piccoli oggetti.

Nella camera B, saccheggiata in antico, invece sono state rinvenute due anfore da trasporto della Grecia dell’Est, ceramiche ioniche, corinzie ed etrusco-corinzie, oltre a buccheri e impasti locali.
Da rilevare la presenza di un tripod-bowl ed oggetti in ferro.

Particolare l’architettura, caratterizzata da un setto risparmiato nella roccia che crea un arco di passaggio tra il dromos, ossia il corridoio breve con degli scalini, e il vestibolo, da cui si accedeva alle due camere, quella frontale e quella di sinistra: manca quella, consueta, di destra, evidentemente perché lo spazio era già stato occupato da altre tombe.

Si tratta di un’ulteriore scoperta venuta alla luce in una delle aree più importanti del Parco di Vulci.
Dopo una prima fase di indagini che aveva portato alla luce la tomba delle Mani d’argento nel 2012, e durata fino al 2015, gli scavi nella zona all’Osteria, sempre svolti con la direzione scientifica della Soprintendenza e di Fondazione Vulci, sono stati ampliati a partire dal 2018 e hanno condotto al rinvenimento di altre tombe monumentali, tra cui la tomba 31 o del Pittore delle Rondini e, più recentemente, di una serie di sepolcri allineati lungo una strada, resa anch’essa monumentale da un alto muro.