Il Passo del Garigliano nella storia d' Italia

Il punto di intersezione tra la via d'acqua (il fiume Liris, poi Garigliano) e la via di terra (la via Appia), là dove la strada attraversa il fiume, si connota infatti come fondamentale cerniera tra Lazio Meridionale e Campania Settentrionale.
Qui indagini subacquee hanno localizzato il primo ponte della Minturnae romana, già noto dalle fonti storiche, realizzato per l'attraversamento del più antico tracciato della via Appia, in relazione al castrum.
Qui era la scafa che, in sostituzione del ponte ormai distrutto, serviva di collegamento con l'altra sponda per il nuovo insediamento sorto sulle propaggini collinari dei Monti Ausoni nell'Alto Medioevo quando, abbandonata alla fine del VI sec.d.C. la città romana, gli abitanti si rifugiarono sul colle più alto che guardava il fiume, fondando il castrum che già nel 980 veniva indicato con il nome di Traetto, da Trajectum= trasportato, in riferimento al passaggio del Garigliano, controllato dalla torre di Pandolfo Capodiferro in prossimità della costa sulla sponda sinistra (Turris ad mare, diventata Museo di Minturnae con Pietro Fedele e distrutta nella seconda guerra mondiale) e dalla Turris Gareliani in sponda destra là dove era la scafa, e monumentalizzato successivamente con la costruzione della Bastia, abbattuta per la costruzione del Ponte Real Ferdinando.
Le funzioni della Bastia vennero trasferite nell'edificio della Posta Borbonica, costruito non a caso ancora sulla destra del fiume, nell'area urbana dell'antica Minturnae, a poca distanza dalle strutture del teatro e quasi a ridosso dell'antico tracciato della via Appia e dell'acquedotto nelle cui arcate si apriva la Porta Gemina di accesso alla colonia venendo da Roma.

E come la Bastia connota le rappresentazioni del luogo fino all'intervento borbonico, così per le epoche successive gli elementi caratterizzanti e inscindibili diventano la Posta, il Teatro romano, il Ponte.
Posta Borbonica, arcate dell'Acquedotto romano, Teatro e Ponte sono per tutto il XIX secolo i testimoni del trascorrere del Tempo e della Storia, riproposti e tramandati nelle rappresentazioni di un paesaggio divenuto pastorale, così come per i secoli precedenti testimoni di vita, di commerci, scambi, passaggi, battaglie, erano stati l'Acquedotto, il Teatro, la Bastia, la Scafa, e nel XX secolo saranno i fortini della linea Gustav (di cui uno nell'area archeologica demaniale) e l'adiacente Cimitero di Guerra Britannico, sorto anch'esso nell'area urbana di Minturnae, tra il Teatro e la Posta Borbonica da un lato e l'Acquedotto romano con la Porta Gemina dall'altro.
Al Passo del Garigliano si sono combattute le battaglie il cui esito ha contribuito a determinare la Storia d'Italia. Qui si sono fronteggiati alla fine del III sec. a. C. Romani e Aurunci, all'inizio del X sec. della nostra Era Cristiani e Saraceni, nella prima metà del XVI secolo Aragonesi ed Angioini, nel 1860 Sabaudi e Borbonici, truppe Alleate e Tedeschi durante la guerra di Liberazione.
Altri ponti di alto valore ingegneristico (quello della Strada Statale Appia, quello della linea ferroviaria Roma Napoli, quello strallato della Superstrada Formia-Garigliano) sono stati gettati sul Garigliano che pur doveva essere attraversato.
Ma solo il Ponte Real Ferdinando, al di là dei caratteri strutturali, architettonici, artistici, continua a testimoniare quei valori storici per i quali oggi rappresenta l'elemento di unificazione di un contesto storicamente omogeneo che vede protagonisti inscindibili la Minturnae romana con i monumenti diventati paesaggio, il fiume con le sue sponde e la foce nei pressi della quale si affrontano il santuario emporico di Marica in riva destra e la Turris ad mare in riva sinistra, la Posta Borbonica, il Cimitero di Guerra Britannico.