Storia

Con il D.P.C.M. 29 agosto 2014, n. 171 nasce la Soprintendenza Archeologia del Lazio e dell’Etruria Meridionale. La peculiare, doppia denominazione, unica tra le Soprintendenze italiane, è un chiaro indicatore di complessità, il marchio evidente di un istituto articolato, che nasce dalla fusione di due grandi storie: quella della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio e quella della Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Etruria Meridionale, a loro volta punti di arrivo di altri percorsi, altre strade, altre storie, che portano indietro nel tempo fino al 1904, quando il Regio Decreto 431 istituì le Soprintendenze, allo scopo di tutelare in maniera strutturata i beni culturali dell’intero territorio italiano.

Tra le quattordici Soprintendenze degli Scavi e dei Musei archeologici, troviamo la Soprintendenza di Roma, con la sua mission di protezione e salvaguardia del patrimonio archeologico della capitale e della provincia romana. Nel 1939, anno in cui il Ministro dell’Educazione Nazionale Giuseppe Bottai concepì quelle che per tutto il Novecento rimasero le leggi di riferimento per la tutela delle cose di interesse storico artistico (legge 1089/1939) e delle bellezze naturali (legge 1497/1939), la legge 823 viene invece a riordinare le Soprintendenze alle antichità e all’arte e, nel prendere atto della grande complessità del territorio del Lazio, suddivide la Soprintendenza di Roma in 3 distinti istituti: Roma I (Roma città, gran parte della provincia di Roma e le province di Frosinone, Latina e Rieti), Roma II (Museo di Villa Giulia, territorio dell’antica Veio, Civitavecchia, Bracciano e provincia di Viterbo) e Roma III (Ostia Antica).

E’ questo l’atto di nascita di una Soprintendenza specificatamente dedicata all’antica Etruria meridionale, che trova la sua sede naturale nel Museo di Villa Giulia: nato nel 1889 per iniziativa di Felice Barnabei e pensato in prospettiva come il prestigioso contenitore di tutti gli oggetti restituiti dall’Etruria prossima a Roma, dall'Agro falisco e capenate, dalla Sabina, dal Lazio meridionale, il Museo, dato dall’unione della meravigliosa villa cinquecentesca e le sue nuove ali moderne, viene ad assumere, con le funzioni territoriali, una più spiccata caratterizzazione etrusca. Il Museo diventa il perno di una rete che si irradia su tutta l’antica Etruria, saldandosi agli altri musei, nazionali e civici, del territorio.

Ma anche all’interno della vasta Soprintendenza di Roma I, già nel dopoguerra, si avverte la necessità di individuare una sezione specifica, dedicata in questo caso al comprensorio laziale, da cui, nel 1968, trae formalmente origine la Soprintendenza Archeologica del Lazio, per far fronte a una realtà territoriale particolarmente impegnativa, anche se per motivi quasi opposti rispetto all’Etruria Meridionale: lì la forte e unitaria connotazione etrusca, qui la grande varietà degli aspetti culturali e insediativi antichi, dati dalle popolazioni preromane, numerose e diverse, che vi abitarono.

Questa spinta al decentramento, che vedeva con favore la creazione di Soprintendenze più piccole e più aderenti al territorio di competenza, si esaurisce negli anni Duemila: nel 2004, infatti, la Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio e quella dell’Etruria Meridionale vengono accorpate, anche se, già nel 2006, nuovamente divise, mentre nel 2009 la Soprintendenza per i Beni Archeologici di Ostia viene assorbita dalla Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma.

La triade laziale, così ormai consolidata, costituita dalle Soprintendenze per i Beni Archeologici di Roma, Lazio ed Etruria Meridionale, vede una profonda revisione nella riforma Franceschini del 2014 (D.P.C.M. 29 agosto 2014 n. 171; D.M. 27 novembre 2014). Nel ridistribuire in forma inedita le funzioni di tutela e quelle valorizzazione e promozione dei beni culturali, riconosciuta la necessità di una Soprintendenza Speciale per il Colosseo, il Museo Nazionale Romano e l’Area Archeologica di Roma, scelta una rosa di Musei ed Aree Archeologiche ad amministrazione autonoma, e, infine, creato un nuovo Polo Museale Regionale per la gestione di molti dei musei rimanenti, viene a crearsi per la prima volta un’unica grande struttura deputata alla protezione del patrimonio archeologico di tutto il territorio del Lazio: la Soprintendenza Archeologia del Lazio e dell’Etruria Meridionale. Un’istituzione ambiziosa, destinata a sfide importanti, che amministra un territorio vasto, variegato, ricco delle tracce complesse di culture diverse, deputato alla tutela ma anche alla valorizzazione dello straordinario patrimonio che è chiamata a salvaguardare. Una struttura che non dimentica la sua storia, mentre, indagando e riscoprendo il passato, si appresta a dare il suo contributo a un futuro migliore per la nostra cultura.