La valle del Marta: la città dei morti

La necropoli di Guadocinto

Lungo la vallata del fiume Marta la necropoli di Guadocinto propone, in forme imponenti, la presenza di strutture legate al culto gentilizio, rivestite con terrecotte architettoniche policrome e associate a tumuli monumentali che raggiungono fino a venti metri di diametro, costruiti con grande perizia e decorati con estrema raffinatezza.

Sebbene fortemente compromessa da saccheggi antichi e moderni e dai lavori agricoli, la necropoli ha restituito materiali di fondamentale importanza per la conoscenza della cultura del centro estrusco tra la metà del VI ed il V sec. a.C.

Il ritrovamento delle statue di giovane che cavalca un ippocampo unitamente ai frammenti di sculture di felini danno un’ulteriore forza all’ipotesi, già avanzata per le sculture di Pian di Mola, circa l’esistenza di una bottega artigiana operante in loco.

Numerose le terrecotte architettoniche che comprendono non solo lastre, ma anche resti di acroteri a ritaglio, sime, antefisse, riferibili sicuramente a più di un sacello.

Nonostante la loro frammentarietà, le ceramiche rivelano un contesto di alta qualità nell’ambito del quale spiccano le ceramiche d’importazione soprattutto attiche, sia a figure nere che a figure rosse, in molti casi riconducibili alla mano di artisti d’eccezione come Douris o Oltos