Architettura monumentale funeraria

Nel periodo arcaico le tombe assumono in alcuni casi un aspetto monumentale che ha il preciso intento di sottolineare il rango sociale dei proprietari e soddisfare la loro esigenza di sfarzo.

Nella necropoli di Ara del Tufo era sicuramente presente, in prossimità dei tre tumuli, un sacello funerario destinato probabilmente al culto degli antenati, come testimonia il rinvenimento di un notevole numero di lastre architettoniche che presentano un’eccezionale varietà di soggetti decorativi, oggetto in passato anche di un indiscriminato saccheggio che ne ha determinato la parziale dispersione verso alcuni importanti musei europei.

Anche presso il tumulo della necropoli di Sasso Pizzuto sono stati rinvenuti frammenti di terrecotte architettoniche dello stesso tipo che inducono ad ipotizzare la presenza di un sacello analogo.

Nello stesso periodo nasce forse proprio a Tuscania il modello di “tomba a casa” presente in tono minore nella necropoli di Peschiera e in forme più spettacolari in quella di Pian di Mola.

 Qui lungo la strada sepolcrale si susseguono una serie di tombe a casa con tetto displuviato che ci restituiscono l’immagine di un quartiere etrusco di epoca arcaica al centro del quale si apre l’eccezionale Tomba a Casa con Portico, costruito e sorretto in origine da quattro colonne, impreziosito da modanature, sculture animali ed inediti acroteri, immagine fedele di quella che doveva essere una dimora “principesca”. Il corredo, sebbene ampiamente saccheggiato, ha fornito comunque ulteriori attestazioni dei flussi commerciali provenienti dalla Grecia orientale, dalla Laconia e dall’Attica.